di Gianni Arrigo

Il gioco della pallavolo, forse più di altri, mutua il senso della vita e propone insegnamenti per la vita stessa che vanno oltre il gioco e il tempo del gioco e, quindi, “oltre la rete”, oltre il campo ed oltre il tempo del gioco e dello spazio in cui si svolge.  “Oltre la rete”: nel gioco della pallavolo la rete divide i giocatori e le giocatrici ma li unisce, essendo un ostacolo ma al tempo stesso la condizione essenziale per giocare insieme, superando per l’appunto quell’ostacolo; un gioco in cui l’errore commesso è giudicato immediatamente ma è rimediabile pochi secondi dopo. Per seguire: il gioco della pallavolo ha luogo in un campo rettangolare composto da due quadrati uguali ma spezzati da linee parallele che formano spazi ordinati in una scansione ritmica e a “palindromo” (6 metri, 3 metri, 3 metri, 6 metri),  e pertanto percorribile idealmente all’infinito; un gioco che si svolge in un campo diviso da una rete a maglie larghe e sottili, un elemento divisorio trasparente, alto ma non invalicabile: 224 cm. per le donne e 243 cm per gli uomini (due centimetri meno del primato mondiale di salto in alto del cubano Javier Sotomayor), e sovrastato da un arbitro in senso proprio, in quanto materialmente  “super partes”; una rete che è vietato toccare con il corpo (caso raro nei giochi di squadra); una rete lungo la quale, al termine della partita, convergono e si incontrano i giocatori e le giocatrici dell’una e dell’altra squadra per scambiarsi un gesto di saluto, non più “avversari” ma “conversari”; un gioco di giganti in uno spazio ridotto, che si destreggiano con un pallone a suo tempo concepito per mani di persone di media statura; un gioco con un numero limitato di tocchi, che tuttavia può durare per un tempo in via di principio illimitato; un gioco che inizia da un punto a scelta dell’atleta, oltre la linea di fondo, da non calpestare; un gioco in cui i giocatori e le giocatrici cambiano continuamente la loro posizione  tranne una/uno, definito “Libero”, con la L maiuscola, che però ha un ambito di azione limitato (il che ha forse eguali solo nel gioco degli scacchi); un gioco che cambia ed evolve nel rispetto di alcuni principi fondamentali; un gioco che si riproduce in varianti (beach volley e pallavolo paralimpica, nota anche come sitting volley: vedi foto).