Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai decreti attuativi della riforma della Corte dei conti. Questa decisione apre ufficialmente una nuova stagione per la magistratura contabile, ma rischia anche di alimentare l’ennesimo scontro istituzionale tra Governo e Magistratura, destinato a proseguire dopo l’estate. 

Il governo tira dritto sulla riforma della Corte dei conti e i giudici minacciano lo sciopero.

Il 4 Agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare lo schema del decreto attuativo sul riordino della magistratura contabile, che intende rafforzare e aumentare i poteri del Procuratore generale e limitare quello delle Procure regionali. È prevista anche la riduzione del numero dei Presidenti di sezione, la nomina senza concorso di 40 Consiglieri da parte del Governo e l’accorpamento delle Sezioni.

Poche ore prima del via libera, l’Associazione magistrati della Corte dei conti (Amcc) aveva indetto una conferenza stampa per chiedere al governo un breve rinvio, spiegando di aver ricevuto i testi soltanto il giorno precedente. «Un differimento non rallenta l’iter della delega», aveva sostenuto il presidente Donato Centrone, ricordando che i decreti dovranno comunque essere esaminati dalle commissioni parlamentari e dalla Conferenza Stato-Regioni. L’Associazione aveva inoltre rinnovato la richiesta di un incontro con la Presidente del Consiglio, non escludendo, se il confronto dovesse continuare a mancare, uno sciopero in autunno.

“La riforma della Corte dei Conti mette a rischio autonomia e indipendenza della magistratura contabile: è pericolosa per la tutela dei diritti dei cittadini. Siamo preoccupati per questa ennesima forzatura del governo che continua a evitare ogni dialogo con la magistratura ed esprimiamo la nostra piena vicinanza ai colleghi che sono in stato di mobilitazione”. Così l’Associazione nazionale magistrati in una nota.