
L’11 Settembre 2026 ci ha lasciati Emma Bonino. Nata a Bra il 9 marzo 1948, ha attraversato quasi mezzo secolo della storia politica italiana portando nelle istituzioni battaglie diventate nel tempo diritti e patrimonio del dibattito civile del Paese.
La sua è stata una vita politica segnata dalla difesa della libertà individuale, dei diritti delle donne e dei diritti civili. Una storia iniziata negli anni Settanta col Partito Radicale e con le campagne sull’aborto e sulla contraccezione, quando questi temi erano ancora ai margini della politica italiana. Quelle campagne contribuirono al percorso che portò alla legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza nel 1978.
Eletta per la prima volta alla Camera nel 1976, Bonino è stata parlamentare in diverse legislature, eurodeputata e senatrice. Nel corso della sua intensa carriera ha ricoperto incarichi di primo piano: commissaria europea dal 1995 al 1999, ministro del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel governo Prodi II, vicepresidente del Senato e ministro degli Esteri nel governo Letta.
Ridurre Emma Bonino ai suoi incarichi istituzionali significa però raccontarne solo una parte. La sua qualità politica è stata soprattutto quella di battersi per cause che spesso sembravano minoritarie, mettendo in discussione convinzioni consolidate e scegliendo anche la strada della disobbedienza civile e delle battaglie non convenzionali.
Dall’abolizione della pena di morte alla tutela dei diritti delle donne, dalla lotta contro le mutilazioni genitali femminili alla giustizia internazionale, Emma Bonino ha portato il suo impegno politico ben oltre i confini italiani. È stata tra le promotrici della Corte penale internazionale, si è impegnata alle Nazioni Unite per la moratoria universale sulla pena di morte e ha fondato Non c’è pace senza giustizia, organizzazione attiva nella difesa dei diritti umani.
Il suo impegno internazionale l’ha portata anche nelle aree più difficili del mondo, dall’Africa ai Balcani, fino all’Afghanistan, con una particolare attenzione alla condizione delle donne e alle vittime dei conflitti.
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