Il 29 Settembre 2026 la Commissione ha proposto un piano in 5 punti per prevenire, anticipare e rispondere agli arrivi illegali improvvisi e di massa. Il Piano dovrebbe rafforzare la resilienza e la sicurezza delle frontiere esterne dell’UE.

L’UE dispone di un quadro globale e resiliente per gestire la migrazione, che ha dato risultati chiari, con l’attraversamento illegale delle frontiere al livello più basso dal 2021. Tuttavia, i recenti avvenimenti hanno messo alla prova i confini dell’UE, dai confini orientali alle coste del Mediterraneo. La crisi di quest’estate a Ceuta ha dimostrato quanto rapidamente arrivi improvvisi e massicci possano accumularsi alle frontiere esterne dell’UE e portare a situazioni di emergenza.  

Come sottolineato dalla presidente von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione, gli eventi di quest’estate dimostrano che i nostri strumenti devono evolversi, in particolare per le situazioni di emergenza.

Tali situazioni minacciano la nostra sicurezza e unità comune e portano a una perdita inaccettabile di vite umane. La protezione delle frontiere esterne dell’UE è una responsabilità europea condivisa. Una risposta europea comune, un’azione unitaria e la solidarietà sono essenziali.

In risposta agli eventi di Ceuta, la presidente von der Leyen ha definito cinque settori chiave per orientare l’azione dell’UE. Sulla base della strategia europea in materia di asilo e migrazione del gennaio 2026, la Commissione definisce ora la via da seguire in questi cinque settori con azioni chiave per diversi attori, ampliando gli strumenti e i quadri esistenti e creandone di nuovi, se necessario:  

  1. Rafforzare la cooperazione con i paesi partner per prevenire la migrazione illegale

Una cooperazione più stretta con i paesi partner, anche per quanto riguarda il monitoraggio, l’allarme rapido e lo scambio di informazioni, è fondamentale per ridurre la migrazione illegale. I settori prioritari comprendono:

  • affrontare le cause profonde della migrazione illegale con i paesi partner, creare opportunità significative per le persone nei loro paesi d’origine, con una nuova iniziativa per le competenze e l’occupazione dei giovani del Mediterraneo e lavorare a nuovi uffici gateway per promuovere una mobilità legale e sicura verso l’UE;
  • una forte dimensione di gestione delle crisi nei partenariati nuovi ed esistenti, con meccanismi e protocolli di allarme rapido efficienti;
  • una più stretta cooperazione tra Frontex, Europol ed Eurojust e i paesi partner, al fine di migliorare lo scambio di informazioni, le analisi dei rischi e delle minacce e le informazioni sulle tendenze e le rotte migratorie;
  • Sviluppare centri di coordinamento del sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur) con i paesi partner per rafforzare lo scambio di informazioni prefrontaliere e la valutazione dei rischi.
  1. Rafforzare le frontiere esterne dell’UE

Sebbene la protezione delle frontiere esterne dell’UE sia principalmente di competenza degli Stati membri, l’UE intensificherà il suo sostegno per scoraggiare e rispondere a future emergenze o crisi, anche con:

  • lavorare a un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze per proteggere la sicurezza delle frontiere dell’UE in ogni momento, in particolare negli scenari in cui i movimenti di massa sono progettati e armati, come annunciato dalla presidente von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione;
  • una proposta della Commissione volta a rafforzare il mandato di Frontex, anche con un corpo permanente rafforzato per il dispiegamento immediato di personale e attrezzature, un ruolo più incisivo nei rimpatri, una più stretta cooperazione con i paesi partner e una forte capacità di monitoraggio delle frontiere esterne e delle zone prefrontaliere.
  • Sostegno mirato agli Stati membri per rafforzare i segmenti sensibili delle frontiere esterne dell’UE.
  • Fornitura di sostegno attraverso il meccanismo unionale di protezione civile, su richiesta degli Stati membri.
  1. Migliorare il monitoraggio, la conoscenza situazionale e i sistemi di allarme rapido

Per evitare crisi future e migliorare il monitoraggio e la conoscenza situazionale, il piano stabilisce le seguenti azioni chiave:

  • proponendo di rafforzare il mandato di Frontex per consentirgli di effettuare il monitoraggio dei social media al fine di migliorare la conoscenza situazionale e il sostegno operativo nel contesto della gestione delle frontiere esterne;
  • gli Stati membri dovrebbero fornire informazioni tempestive e pertinenti al sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur) e riferire immediatamente in merito agli sviluppi che hanno un impatto sulle frontiere esterne dell’UE;
  • fornire risposte agili alle tendenze migratorie emergenti, all’evoluzione dei modelli e alla rapida diffusione della cattiva informazione e della disinformazione attraverso le iniziative di risposta rapida dell’Alleanza globale (GARRI);
  • Sviluppare un quadro agile per sfruttare appienogli strumenti disponibili nell’ambito della legge sui servizi digitali per rispondere alle crisi e agli incidenti, con nuovi protocolli per garantire una cooperazione strutturata e immediata e la condivisione delle informazioni con le piattaforme online di dimensioni molto grandi, i motori di ricerca e le autorità nazionali.
  • nuovi partenariati digitali con i paesi partner per individuare i contenuti online che alimentano la migrazione illegale e rispondervi;
  1. Smantellamento delle reti del traffico e della tratta di migranti

Per affrontare efficacemente la migrazione illegale è necessario smantellare le reti di trafficanti e trafficanti che ne sono alla base. Saranno intensificati gli sforzi nei seguenti settori:

  • Il Consiglio dovrebbe adottare rapidamente il regime di sanzioni proposto, che consentirà all’UE di imporre il congelamento dei beni e il divieto di viaggio nei confronti dei trafficanti di migranti;
  • il Parlamento a concordare con urgenza la posizione negoziale sulla direttiva riveduta sul favoreggiamento che modernizza il quadro dell’UE contro il traffico di migranti, seguita da rapidi negoziati interistituzionali; i colegislatori a intensificare i negoziati interistituzionali sul nuovo mandato di Europol;
  • rafforzare la cooperazione con le piattaforme online, anche nell’ambito del Forum dell’UE su Internet, nonché con gli istituti finanziari e i prestatori di servizi di pagamento digitali, per garantire che possano individuare le attività di contrabbando online e sostenere gli Stati membri nell’individuazione, nel rintracciamento e nell’individuazione dei flussi finanziari illeciti;
  • Rafforzare ulteriormente il Centro europeo contro il traffico di migranti di Europol.
  1. Rafforzamento dei rimpatri

Una gestione efficace della migrazione dipende da un sistema comune dell’UE per rimpatri rapidi e dalla capacità dei paesi partner di gestire essi stessi i rimpatri. Per rafforzarlo è necessario:

  • rafforzare la cooperazione con i paesi terzi in materia di riammissione, utilizzando tutti gli strumenti, le politiche e gli strumenti disponibili per promuovere una migliore cooperazione, compresi il commercio, la cooperazione allo sviluppo e i visti;
  • rafforzare il ruolo di Frontex nei rimpatri di cittadini di paesi terzi che non hanno il diritto di soggiornare nell’UE;
  • Gli Stati membri devono inoltre attuare il nuovo regolamento rimpatri e la procedura di rimpatrio alla frontiera e fare un uso più ampio del sostegno di Frontex già disponibile per il rimpatrio, la riammissione e la reintegrazione;
  • Aumentare l’efficacia del rimpatrio e ridurre gli oneri amministrativi attraverso la digitalizzazione delle procedure.

Prossime tappe

Il piano in 5 punti sarà presentato agli Stati membri in occasione del Consiglio “Giustizia e affari interni” dell’1 e 2 ottobre 2026. Per affrontare le sfide individuate occorrono azioni congiunte da parte degli Stati membri, delle agenzie GAI e della Commissione e il presente piano in 5 punti sarà portato avanti in modo coordinato da tutti.

(Fonte: Commissione UE)