
Redazione
1.Il 25 ottobre 2026 si sono tenute in Serbia le elezioni parlamentari per il rinnovo dell’Assemblea nazionale, indette in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, prevista per la fine del 2027, su volere dello stesso Presidente Aleksandar Vučić, in seguito alle forti proteste che quasi da due anni contestavano la corruzione ed il clientelismo nelle istituzioni, dopo un grave crollo avvenuto a Novi Sad. Le consultazioni elettorali hanno visto la vittoria della Lista Studentesca, che ha ottenuto la maggioranza assoluta:.La vittoria è stata riconosciuta da Vučić la sera stessa delle elezioni.
2. Per le elezioni parlamentari, la legge elettorale serba prevede l’applicazione di sistema proporzionale a lista chiusa di partito all’interno di un collegio unico nazionale, in cui è prevista (salvo per le minoranze etniche) una soglia di sbarramento del 3%[1]. Per presentare una lista elettorale sono necessarie accolte almeno 10 000 firme valide, salvo per i partiti rappresentanti le minoranze etniche, per cui la soglia è dimezzata. Inoltre, almeno il 40% dei candidati, nelle liste elettorali, deve essere riservato alle donne
3.Dejan Atanackovic, scrittore e artista serbo, autore del romanzo Lusitania, vincitore del premio NIN e pubblicato in Italia da Bottega Errante, in una intervista rilasciata a Radio radicale il 5 Novembre 2026, ha analizzato la vittoria della Lista studentesca alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre in Serbia.
L’intervista, condotta da Roberta Jannuzzi, è iniziata dai risultati definitivi, che hanno dato agli studenti la maggioranza assoluta dei seggi, e dalle caratteristiche di una lista senza leader, con candidati professori e professionisti scelti dalle assemblee universitarie, nata dalle proteste dopo il crollo della pensilina della stazione di Novi Sad.
4.Per Atanackovic la vittoria degli studenti è un evento straordinario, che un giorno sarà studiato come un fenomeno sociale e politico unico.
Significa la caduta di un regime criminale e la possibilità di fare i conti con un sistema di corruzione profondamente radicato, ricostruendo lo Stato e le istituzioni.
Ma significa anche guardarsi in faccia, perché un regime simile non sarebbe durato così a lungo senza la passività e la partecipazione di tante persone.
Atanackovic ricorda gli intellettuali e gli esperti che hanno taciuto davanti alla devastazione delle città, della natura, del patrimonio culturale e infine di vite umane, e le aziende vicine al potere che hanno ottenuto appalti e privilegi illeciti e si considerano i veri padroni del Paese.
Ora cercheranno di riposizionarsi, e dal loro destino, osserva, si capirà quale sarà quello della nuova democrazia serba.
Secondo Atanackovic, alcuni risultati si vedono già, prima ancora che si formino il nuovo Parlamento e il governo. Il regime si sta disfacendo da solo: i media statali cominciano a liberarsi, nelle aziende pubbliche vengono distrutti documenti e i dipendenti lo denunciano, alcuni direttori sono stati arrestati, ci sono arresti anche all’interno della polizia e la magistratura si risveglia.
Il passaggio decisivo, per lo scrittore, sarà l’avvio di indagini penali su Aleksandar Vucic, per i suoi legami con la criminalità organizzata, per la direzione di progetti che hanno provocato morti, per gli abusi di potere e per la grazia concessa da presidente della Repubblica a più di quaranta persone condannate per reati gravissimi, tra cui pestaggi di studenti con mazze da baseball e investimenti di manifestanti con le automobili.
Il processo a Vucic, conclude Atanackovic, segnerà il vero cambiamento del Paese.
Atanackovic ritiene che la Serbia non abbia fatto i conti con le proprie responsabilità per le guerre degli anni Novanta, e nella Lista studentesca non vede per ora né la capacità né la volontà di farlo. Eppure quel passato continua ad accadere, e la stessa distruzione dello Stato da parte di Vucic ne è una conseguenza.
Dei funerali di Ratko Mladic lo colpisce meno la partecipazione di alcune migliaia di persone del silenzio di molte di più, che non hanno ritenuto necessario parlarne: un segno che il crimine di guerra non è ancora riconosciuto come un fatto terribile di un passato molto recente.
Gli studenti, avverte Atanackovic, non vanno idealizzati: tra loro ci sono giovani molto bravi, ma portano dentro di sé i complessi dei loro genitori.
Una presa di coscienza collettiva potrebbe nascere proprio dallo smantellamento del sistema di corruzione, che aiuterebbe a comprendere il legame tra corruzione e nazionalismo e quanto entrambi abbiano devastato la società.
(Fonte: Radio Radicale, 5 Novembre 2026. Rubrica “Otto e Cinquanta”, condotta da Roberta Jannuzzi. Intervista di Jannuzzi a Dejan Atanackovic: “ Serbia, la vittoria degli studenti e i conti con il passato”)
[1] Le liste elettorali in competizione il 25 Ottobre.
- Aleksandar Vučić – Ujedinjena Srbija (Serbia Unita) – lista con 250 candidati alla carica di deputato. A sostegno della lista sono state presentate 209.130 dichiarazioni di sostegno degli elettori giuridicamente valide.
- Ivica Dačić – Faktor stabilnosti (Fattore di stabilità) – lista della coalizione composta dal Partito Socialista di Serbia, da Jedinstvena Srbija, dal Partito Socialdemocratico di Serbia e dai Verdi di Serbia, con 250 candidati. Sono state presentate 18.162 firme di sostegno giuridicamente valide.
- Studentska lista – Studenti pobeđuju (Lista degli studenti – Gli studenti vincono) – proclamata con 69.099 dichiarazioni di sostegno degli elettori giuridicamente valide. Il primo nome in lista è il professor Ilija Srdanović, della Facoltà di Medicina di Novi Sad.
- Rasim Ljajić – Ljudski SDP/CDP (SDP/CDP Umano) – lista di minoranza della coalizione riunita attorno al Partito Democratico del Sandžak e al Partito Democratico Montenegrino. A sostegno della lista sono state presentate 7.675 dichiarazioni di sostegno giuridicamente valide.
- Savez vojvođanskih Mađara – dr Balint Pastor (Alleanza degli ungheresi di Vojvodina) – lista della minoranza nazionale, proclamata con 9.332 dichiarazioni di sostegno degli elettori giuridicamente valide.
- Usame Zukorlić – Pokret za ujedinjenje (Movimento per l’unità) – lista del Partito della Giustizia e della Riconciliazione, con lo status di lista di minoranza. Comprende 181 candidati e a suo sostegno sono state presentate 6.723 dichiarazioni di sostegno degli elettori giuridicamente valide.
- Ruska stranka – Srbija u BRIKS-u – Slobodan Nikolić (Partito russo – Serbia nei BRICS) – lista di minoranza con 25 candidati alla carica di deputato.
- Autentična desnica – dr Miloš Jovanović – Novi DSS – Monarhisti, Srpska koalicija NADA, Nacionalno demokratska alternativa, Nova Demokratska stranka Srbije, Pokret za Kraljevinu Srbiju, Odvažno srpski (Destra autentica – Miloš Jovanović – Nuovo DSS – Monarchici, Coalizione serba NADA, Alternativa nazionale democratica, Nuovo Partito Democratico di Serbia, Movimento per il Regno di Serbia, Coraggiosamente serbi) – lista con 250 candidati, a sostegno della quale sono state presentate 10.712 firme valide.
- Evropska Srbija – Marinika Tepić – Zdravko Ponoš – Stranka slobode i pravde – Srbija centar SRCE – Solidarnost – Samoodbrana – Oslobođenje (Serbia Europea – Marinika Tepić – Zdravko Ponoš – Partito della Libertà e della Giustizia – Serbia Centro SRCE – Solidarietà – Autodifesa – Liberazione) – lista con 246 candidati e 10.130 firme valide.
- SDA Sandžaka – Čuvari Sandžaka (Guardiani del Sandžak) – lista di minoranza del Partito d’Azione Democratica del Sandžak. La lista comprende 35 candidati e sono state presentate 5.910 dichiarazioni di sostegno degli elettori giuridicamente valide.
- Bogoljub Karić – Pokret SNAGA SRBIJE – BK (Movimento FORZA DELLA SERBIA – BK) – lista proclamata con 10.603 dichiarazioni di sostegno degli elettori giuridicamente valide.
- Liberalno zelena stranka – Za slobodnu i čistiju Srbiju (Partito liberale verde – Per una Serbia libera e più pulita) – lista con 45 candidati e 10.580 firme valide.
- Biram pravdu – biram budućnost – Koalicija SNAGA – prof. dr Ferid Bulić – Vasilios Proveleggios – Stranka budućnosti i razvoja – Građanska stranka Grka Srbije (Scelgo la giustizia – scelgo il futuro – Coalizione FORZA – Ferid Bulić – Vasilios Proveleggios – Partito del futuro e dello sviluppo – Partito civico dei greci di Serbia – lista di minoranza con 22 candidati e 5.069 firme valide.
- Stranka rusko-srpskog jedinstva – Rusi i Srbi braća zauvek (Partito dell’unità russo-serba – Russi e serbi, fratelli per sempre) – lista elettorale con lo status di lista di minoranza, proclamata con 5.778 dichiarazioni di sostegno degli elettori giuridicamente valide.
- Ćale, ovo je za tebe – Petar Đurić – premijer Srbije (Papà, questo è per te – Petar Đurić – Primo ministro della Serbia) – lista con nove candidati alla carica di deputato e 10.007 firme di sostegno giuridicamente valide.
- Vladimir Gajić – Alternativa za Srbiju – Narodna stranka, Bunt – Prava Srbija (Alternativa per la Serbia – Partito Popolare, Rivolta – Serbia Vera) – lista con 50 candidati alla carica di deputato, a sostegno della quale sono state presentate 12.489 dichiarazioni di sostegno degli elettori giuridicamente valide.
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